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COMITATO
IL GIOCO DEL BASEBALL
Il baseball è il passatempo nazionale americano ed è parte integrante del costume statunitense. Le “world series”, ossia le finali che si disputano ogni anno tra le squadre vincitrici delle due maggiori leghe professionistiche americane, sono uno degli avvenimenti sportivi più importanti negli USA, e diversi sono i film di Hollywood che sono ambientati nel mondo del baseball: si pensi a successi come “Il migliore” con Robert Redford o “L’uomo dei sogni” con Kevin Kostner. Il berrettino da baseball è un’icona del mondo giovanile. Ma nel corso degli anni il baseball ha saputo uscire dai confini degli Stati Uniti per essere giocato da milioni di persone in tutto il mondo, soprattutto nel Centro America (Cuba, Rep. Dominicana, Panama, Nicaragua, Messico, Venezuela) ed in Asia (Giappone, Taiwan, Corea del Sud), dove è lo sport nazionale, oltrechè in Canada ed Australia ed in Europa (Olanda ed Italia in primis, ma anche Francia, Spagna, Russia, Rep. Ceca, Ucraina). Molti tuttavia rinunciano a priori a comprendere questa affascinante disciplina arrendendosi di fronte alla presunta complessità del gioco. Con questo contributo intendiamo sfatare una volta per tutte questo mito, illustrando le regole che guidano il gioco e consentono di seguirne lo svolgimento.
Innanzitutto descriviamo il campo di gioco, che si distingue in campo interno ed esterno. Il campo interno è composto da un quadrato, chiamato “diamante”, ai cui vertici sono posti la casa base, la prima, la seconda e la terza base, distanti 27,50 metri l’una dall’altra. Dal piatto di casa base (un pentagono largo 43 cm) si dipartono due linee bianche, chiamate linee di foul, che corrono verso la prima e la terza base fino alla recinzione del campo esterno, distante circa 100 metri da casa base. Al centro del diamante vi è il monte di lancio, distante 18,45 metri dal piatto di casa base, accanto al quale vi sono i due box dei battitori, a seconda che i battitori siano destri o mancini. La zona oltre le basi delimita il campo esterno. La palla è in gioco se non oltrepassa le linee di foul prima dei sacchetti di prima e terza base, dopo i quali, una volta toccato terra in campo buono, può anche andare oltre le linee.
Una partita consta di nove riprese o “innings”, in cui ciascuna delle due squadre, composta da nove giocatori, gioca alternativamente in difesa ed in attacco. Le squadre cambiano ruolo quando tre giocatori della squadra in quel momento in battuta, che rappresenta la fase offensiva, vengono eliminati. A quel punto i giocatori della squadra in difesa potranno andare in battuta secondo un ordine prestabilito (il cosiddetto “line-up”) e cercare di segnare punti. I nove giocatori della difesa (lanciatore, ricevitore, prima, seconda e terza base, interbase, esterno sinistro, centro e destro) muniti di un guantone di pelle coprono tutto il campo e devono cercare di prendere la palla battuta al volo o rilanciarla al compagno che difende una base, che cercherà di toccare il corridore o la base verso la quale sta correndo per eliminarlo. Nella fase difensiva appena descritta si può solo impedire agli avversari di segnare punti, mentre solo nella fase offensiva, ossia quando la squadra è in battuta, si possono siglare punti, compiendo il giro completo delle basi, partendo da casa base e toccando prima, seconda e terza base nell’ordine fino a tornare di nuovo a casa base.
Il battitore sta nel box di battuta, il ricevitore dietro il piatto di casa base e l’arbitro dietro al ricevitore. Ricevitore e arbitro sono protetti da una maschera sul viso, da una pettorina per il busto e da schinieri per le gambe per impedire gli infortuni. Il lanciatore lancia la palla al ricevitore, suo compagno di squadra, e l’arbitro deve decidere se il lancio è un “ ball” od uno “strike”. Una palla “strike” è quella che viene lanciata ad un’altezza compresa tra le ginocchia e le ascelle del battitore e passa sopra il piatto di casa base. Compito del lanciatore è evitare che il battitore riesca a battere la palla, perciò varierà i suoi lanci, lanciando palle veloci, palle lente, palle con effetti, indirizzandole in vari punti della zona dello strike (in gergo si parla di “fili” interni, esterni, alti o bassi). Dopo tre “strikes” chiamati dall’arbitro il battitore è out, mentre con quattro “ball” gli viene assegnata di diritto la prima base. Compito del battitore è cercare di colpire con la mazza la palla e mandarla il più lontano possibile, in modo da compiere il giro delle basi. Solo in casi eccezionali con una singola battuta il battitore riesce ad effettuare da solo il giro delle basi: è il famoso fuoricampo o “home-run”, che è una battuta indifendibile perché la palla viene scagliata in territorio buono oltre la recinzione del campo, mentre il più delle volte ogni giocatore avrà bisogno delle battute dei compagni di squadra per avanzare sulle basi e siglare il punto.
Proprio in ciò vi è uno degli aspetti più affascinanti del gioco del baseball: da una parte vi è una sfida individuale tra il lanciatore, coadiuvato dal proprio ricevitore, ed il battitore, dall’altra lo sport del “batti e corri” rivela la sua natura di sport di squadra perché il battitore ha bisogno dell’aiuto dei propri compagni di squadra per siglare i punti. Non è un caso che vi siano delle battute, chiamate rispettivamente smorzate e volate di sacrificio, che implicano appunto l’eliminazione voluta di un battitore per consentire al proprio compagno di squadra di progredire sulle basi.
Ci piace sottolineare come la battuta sia in assoluto il gesto tecnico più difficile da effettuare in qualsiasi sport. Il battitore deve in una frazione di secondo valutare se la palla è “strike” o “ball”, capire il tipo di lancio e colpire con la mazza la palla con sufficiente potenza in maniera da evitare l’eliminazione, compiendo una serie di movimenti che coinvolgono tutto il corpo. Il tutto tenendo conto che la velocità della palla lanciata può sfiorare ai massimi livelli i 160 km/h, che la palla arriva a velocità variabile ed in punti differenti della zona dello strike. Non è un caso che un battitore che batta a media 300, ossia che in dieci tentativi batta efficacemente tre volte, è considerato un campione, mentre un calciatore che segnasse tre rigori, un cestista che centrasse il canestro dalla lunetta tre volte o un pallavolista che effettuasse tre attacchi vincenti su dieci tentativi sarebbe considerato un giocatore mediocre.
Vi sono diversi modi per eliminare un battitore, i più comuni sono i seguenti: lo “strike-out” da parte del lanciatore che riesce a totalizzare tre lanci “strike”; l’eliminazione al volo da parte della difesa quando la palla battuta dall’avversario viene presa al volo; oppure quando la palla battuta a terra viene raccolta dai difensori e tirata al difensore della base prima che tale base venga raggiunta dal battitore trasformatosi in corridore. Una volta conquistata la base il battitore divenuto corridore cercherà di raggiungere le basi successive, in base a strategie che vengono comunicate dal manager della squadra attraverso quei curiosi segnali con le mani che fanno parte del folklore del baseball: se il modo più semplice per conquistare le basi successive consiste nell’avanzare grazie alla battuta di un compagno, nulla vieta al corridore di “rubare” la base in qualsiasi momento del gioco, raggiungendola grazie alla propria velocità senza essere toccato dai difensori con la palla in mano.
Speriamo di aver chiarito almeno in parte alcuni dei presunti “misteri” del baseball e del softball, che ne rappresenta la versione al femminile. E’ una disciplina in cui viene richiesto un mix di velocità, potenza, coordinazione ed intelligenza, aperta a tutti a prescindere dalla statura perché i vari ruoli richiedono caratteristiche fisiche differenti per cui ognuno può trovarvi la propria dimensione; è uno sport che si gioca soprattutto in estate all’aria aperta insieme ai propri amici. Crediamo di aver conseguito il nostro scopo se qualcuno ha dedicato qualche minuto del proprio tempo per leggere questo nostro modesto contributo alla diffusione di questo sport affascinante.