Menu principale:
ARBITRO...
Essere arbitri non vuol dire esserlo per il solo tempo di gioco.
Mi hanno sempre trasmesso la convinzione che l’appartenenza a questa organizzazione, CNA, debba rappresentare uno stile di vita, di comportamento, che va ben oltre la direzione di una gara e che non si ferma al solo e mero significato del termine, e tutto questo non indica semplicemente attaccamento alla maglia, come si direbbe in termini calcistici.
Oggi, quella di fare l’arbitro, è una scelta difficile ma per molti fondamentale ed importante.
Abbiamo bisogno di coinvolgere i giovani, a livello sportivo come nella realtà sociale del Paese.
Crescere significa soprattutto una crescita in termini di progettualità, di idee, di visioni per il futuro e di passioni.
Nella vita di ogni giorno dobbiamo diventare nuovamente portatori dei principi più autentici, dobbiamo riconquistarli e portarli con noi assieme a quel modello ancorato saldamente ad un sistema di valori condivisi, anziché ad un coacervo di interessi spesso contrapposti.
Ogni arbitro deve fare la propria parte, occorre essere consapevoli della nostre difficoltà e dei nostri limiti.
La nostra attività esige non solo allenamento dei muscoli, ma anche una ferrea disciplina morale fatta di buona volontà, di pazienza, di perseveranza, di equilibrio, di sobrietà e di spirito di sacrificio. Altrettanti valori umani, questi, che sono alla base di ogni impegno sportivo e che assicurano successo e classe.
Non possiamo non parlare del “coraggio”, del coraggio di decidere, di prendere decisioni difficili e importanti, che in campo e fuori, ci vengono proposte quotidianamente.
A volte si cade nell’errore di credere che conti soprattutto l’individuo, “un uomo solo al comando” è un’affermazione difficilmente realizzabile senza un gruppo che ti supporti.
Dobbiamo tutti capire che facciamo parte delle stessa squadra, quella che vuole valorizzare e far crescere il nostro Sport.